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Ebbene si! Sfatiamo il mito che i forfetari non versino mai l’Iva.

Michele, un nostro Cliente, è un artigiano, è bravissimo nella sua attività che consiste nella manutenzione e assistenza dei pc e delle periferiche. Marginalmente alla sua attività di natura artigiana, acquista e rivende per i suoi clienti dei beni da un fornitore di zona, tra i quali dei telefoni cellulari.

Ogni mese, lo Studio dopo aver elaborato e verificato le fatture elettroniche ricevute da Michele, calcola l’importo dell’Iva a suo debito che, il 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, gli viene addebitato.

La cessione di alcuni beni, tra i quali i telefoni cellulari, è soggetta al regime reverse charge, ovvero “inversione contabile“. Semplicemente, chi acquista (per rivendere) questi beni, si vedrà emettere una fattura “senza” l’applicazione dell’imposta. Sarà lui a doverla “pagare” all’erario anziché al fornitore. 

Sappiamo che l’Iva che l’impresa “paga” sulle fatture ricevute rappresenta un credito e non un costo, perciò tutte le imprese periodicamente:

– versano l’iva se hanno incassato dai clienti un’imposta maggiore di quella pagata sugli acquisti;

– hanno un “credito” di iva se hanno effettuato acquisti e pagato un’imposta per un importo maggiore rispetto a quella incassata.

Questo non vale per i contribuenti in regime forfetario che, come sappiamo, non addebitano al cliente l’Iva in fattura quindi non la incassano, non incassandola non sono debitori nei confronti dell’Erario. Avendo un regime “di vantaggio” di contro non si possono “scaricare” l’iva pagata sugli acquisti. 

Di conseguenza devono integrare la fattura ricevuta senza IVA e, non potendo esercitare il diritto alla detrazione, dovranno effettuare il versamento dell’imposta a debito” entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. 

Ecco perché il nostro Studio riserva un trattamento “ordinario” a tutti i clienti forfetari e tiene sotto controllo tutti gli acquisti derivanti dalle fatture elettroniche ricevute. Questa tipologia di reverse si definisce “interno”.

Ricorda: questo succede anche con il reverse così-detto “esterno”, del quale parleremo nelle prossime pubblicazioni.

 Ilaria Piapro

 

 

 

 

 

 

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