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Una domanda frequente che ci stanno porgendo in questo periodo i contribuenti e gli operatori del settore, riguarda i pagamenti tracciabili previsti per potersi portare in detrazione le spese mediche.


A darci delucidazioni sono specificatamente I commi 679 e 680 della legge di bilancio 2020.
Questi prevedono che ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, si possono portare in detrazione dall’imposta, nella misura del 19% (percentuale che andrà calcolata sul tetto di spesa eccedente la franchigia di 129.11 €) le spese medico sanitarie, soltanto se tracciate con i seguenti metodi di pagamento:


 con versamento bancario o postale
 ovvero con carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
L’obbligo di pagamento con questi strumenti tracciabili non si applica:
 alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici,
 alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.


Mentre si applica, nel caso di visite ed esami eseguiti presso privati non accreditati al servizio sanitario nazionale.
Esempio: una visita specialistica da un medico dentista non accreditato ssn, andrà pagata con i mezzi di pagamento su citati, definiti tracciabili.

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